Gilda

lunedì 27 marzo 2017

Incontro con la psicologa per gli studenti delle quinte liceo. Terapia narrativa: un modo per raccontare a se stessi la vita



Nessuna fila di banchi uno dietro l'altro come nelle tradizionali aule didattiche, nessuna lavagna dove tracciare mappe concettuali o sintesi degli argomenti e, naturalmente, nessun insegnante in posizione frontale a sormontare gli alunni dall'alto della sua posizione cattedratica.
Liberi da tutti gli standard che la scuola impone, sabato 25 marzo gli studenti delle quinte liceo, seduti in circolo per potersi guardare negli occhi, hanno partecipato ad una insolita lezione, dove i protagonisti, almeno una volta tanto, non erano i docenti, ma gli alunni stessi, con il loro carico di emozioni interiori e di storie personali da narrare e da raccontarsi.
Ad accompagnare i ragazzi in questo breve viaggio dentro se stessi è stata la psicologa Carla Porcu, esperta di medicina narrativa e di terapie del racconto, soprattutto con pazienti affetti da malattia cronica.
La dottoressa Porcu ha reso partecipi gli studenti come, per guarire, sia importante comunicare, nel significato profondo di mettere in comune, la propria condizione, con tutti gli strumenti di cui si è capaci, per mettere a nudo, riconquistandolo, il proprio vissuto interiore.
Gli studenti dell'ultimo anno del corso licelae, reduci dalle lezioni su Freud e sulla psicoanalisi seguite nel modulo di filosofia contemporanea, hanno così cercato, sollecitati dalla psicologa, di raccontare un'emozione privata, un disagio esistenziale, narrandoli e così rivivendoli, come in continuo provocare se stessi sulla propria vita personale.
Gli studenti non sempre trovano le parole giuste per imprigionare e racchiudere ricordi e sensazioni sparsi per la memoria, ma questo esercizio li ha spinti a recuperare timidamente spaccati della propria vita interiore, ad acquistare il coraggio e il desiderio di diventare consapevoli della propria identità ancora diffusa e disarticolata e ad abbandonare, nel limite del possibile, quelle difese e chiusure che inibiscono la riflessione e il dialogo personali.
L'iniziativa appena archiviata con la psicologa si inserisce all'interno di un più ampio percorso di orientamento e formazione portato avanti all'Itis “Othoca” e destinato agli studenti del quinto anno, alle prese – tra qualche mese – con nuove e impegnative scelte di vita.
(Prof. Paolo Figus)




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