Gilda

martedì 21 luglio 2020

Botta e risposta tra Granato (M5S) e Giannelli (ANP)sul reclutamento degli insegnanti.


Nei giorni scorsi Giannelli, presidente dell’ANP, ha parlato di affidare direttamente alle scuole il reclutamento degli insegnanti. Proposta che ha suscitato molte polemiche. Non si è fatta aspettare la dura presa di posizione dell’on. Granato del (M5S) che ha affermato:
– “Dopo la prima boutade Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ne spara un’altra. Prima dice ‘basta concorsi’ nella scuola, proposta incostituzionale su cui riceve il plauso sia di Valentina Aprea (FI) che di Gabriele Toccafondi (Iv), evidentemente già pronti alla prossima fusione dei rispettivi partiti in ‘Forza Italia Viva’. Poi, non contento, si avventura nel proporre ‘poteri assunzionali alle scuole attraverso la delocalizzazione dei concorsi’. Quindi secondo lui dovrebbe essere la singola scuola direttamente a bandire i concorsi e ad assumere i docenti. Vaneggiamenti. Sa dire Giannelli se nella sua proposta il concorso fatto in una scuola sarebbe valido per la mobilita’ anche in altra scuola?”.
L’on. Bianca Laura Granato prosegue poi sottolineando come, dopo tante battaglie contro il regionalismo differenziato e per affermare il ruolo nazionale degli insegnanti, ora l’anp propone un ruolo docente istituto per istituto e si interroga: “Con quale obiettivo? Dare il potere al dirigente scolastico di scegliersi davvero gli insegnanti?” e prosegue –
Lo diciamo per l’ennesima volta: la sola via di accesso al ruolo di docente e’ quella indicata dalla costituzione repubblicana: il concorso bandito dal Ministero in modo imparziale, unico strumento per garantire il merito di chi insegna. A chi si straccia le vesti contro il ddl a mia prima firma, ma di tutto il Movimento 5 Stelle, sull’abolizione della chiamata diretta, dico solo questo: la vostra visione padronale e aziendalistica della scuola e’ stata seppellita dagli elettori nel 2016 prima e nel 2018 poi. Opporsi all’approvazione della chiamata diretta significa offendere non il Movimento 5 Stelle ma la volonta’ espressa dagli italiani”.

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