Gilda

lunedì 11 luglio 2016

Referendum. Viva soddisfazione per le 530 mila firme raccolte contro “la Buona Scuola”. Ma anche vivo rammarico per la troppo limitata adesione degli Insegnanti in Provincia.



Viva soddisfazione per le 530 mila firme raccolte contro “la Buona Scuola”, anche con il contributo della nostra Provincia.

E ciò, nonostante le gravi difficoltà nelle quali ci siamo dovuti muovere.
In un periodo in cui eravamo impegnati in modo superlativo per la consulenza e l'assistenza a Colleghe e Colleghi per la compilazione delle domande di mobilità.

Ma anche per le difficoltà burocratiche talvolta frapposte alla partecipazione dei Cittadini.
Ci riferiscono ad esempio di qualche Comune nel quale l'Impiegato addetto all'autentica delle firme riceveva il pubblico solo pochi giorni la settimana e ad orario limitatissimo impedendo di fatto agli Insegnanti che lavoravano, di poter firmare.

Vivo rammarico però esprimiamo per il fatto che sono stati troppo poche/chi le Colleghe e i Colleghi che in Provincia hanno firmato.
Evidentemente non hanno colto a pieno la portata della posta in gioco.

Certo non sarà facile convincere milioni di Cittadini ad andare a votare, quando sarà il momento, data la disaffezione dimostrata nei precedenti Referendum e anche per la troppo diffusa opinione che vede Insegnanti come privilegiati, quelli che non solo hanno lavoro e stipendio ma avrebbero pure tre mesi di ferie e lavorerebbero poco.
Questa leggenda metropolitana è dura a morire!


Deve comunque essere chiaro a Colleghe e Colleghi che già l'essere riusciti a superare abbondantemente le 500 mila firme richieste, è un grossissimo successo: parte in questo momento un chiarissimo e fortissimo messaggio a Renzi e al suo governo, che la pseudo riforma così come è stata fatta non piace assolutamente né al Personale della Scuola né ai Cittadini.

Alle Colleghe e Colleghi che non hanno ritenuto di andare a firmare e di fare l'impossibile per superare le difficoltà che si frapponevano all'esercizio di questo diritto sancito dalla Costituzione, ricordiamo che a niente serve mugugnare in corridoio contro la legge della mala scuola, contro chi l'ha partorita e contro le altre storture che vediamo.

Servono invece atti concreti da porre in essere quando è il momento e quando ce n'è la possibilità.

E quello delle firme contro la mala scuola era il momento e c'era la possibilità.

E' poi inutile piangere sul latte versato quando ci mangiano la pastasciutta in testa!




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