Gilda

venerdì 29 marzo 2019

Regionalizzazione, attentato a scuola pubblica statale. Così Rino Di Meglio stamani a Roma ha bollato i progetti di regionalizzazione durante il terzo e ultimo degli attivi unitari


L´Autonomia Differenziata è un attentato alla scuola pubblica statale voluta dai nostri padri costituenti". 



Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha bollato i progetti di regionalizzazione di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna rivolgendosi alle Rsu, ai quadri e ai dirigenti sindacali che questa mattina a Roma hanno partecipato al terzo e ultimo degli attivi unitari interregionali contro l´Autonomia Differenziata e per il rinnovo del contratto e la stabilizzazione dei precari.

Soltanto la scuola pubblica statale - ha sottolineato Di Meglio - può garantire il pluralismo tra visioni e posizioni diverse. Sono in atto pericolose tendenze disgregatrici e la scuola pubblica statale rappresenta un caposaldo dell´unità nazionale".

Secondo il leader della Gilda, "la regionalizzazione rischia di aprire ancora di più la strada ai soggetti privati, interessati a investire nel settore dell´istruzione, e di moltiplicare i centri di costo, provocando quindi un aumento della spesa pubblica, come dimostra l´esperienza della sanità".

Sul fronte contrattuale, il coordinatore nazionale ha lanciato l´allarme sull´assenza di volontà politica che non permette l´apertura della trattativa con i sindacati: "Il contratto nazionale è scaduto e non ci sono risorse finanziarie per rinnovarlo, ma l´aspetto ancora più grave è che da parte del Governo manca del tutto l´intenzione di sedersi intorno a un tavolo con i rappresentanti dei lavoratori per confrontarsi e trovare insieme soluzioni".

"Nel Paese serpeggia una forte preoccupazione per la tenuta della democrazia e il ruolo dei sindacati è in pericolo. Oggi più che mai, quindi, - ha concluso Di Meglio - è importante creare un fronte compatto per contrastare questa deriva e difendere la scuola pubblica statale che rappresenta uno dei valori fondanti della nostra Repubblica".

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