Gilda

venerdì 11 novembre 2016

Diario di una disfatta. Ecco i resti di quella che fu definita con orgogliosa sicurezza la buonascuola



23 Ottobre 2016 | di Gianluigi Dotti su Professione Docente


Prima di tutto un’estate a dir poco burrascosa, e non parlo del clima, ma delle migliaia di gravissimi errori che l’algoritmo, ancora segreto, del ministero ha commesso nelle operazioni di mobilità: docenti con un punteggio superiore spediti lontano dalle sedi richieste e altri con un punteggio inferiore rimasti nella prima sede richiesta. Il goffo tentativo di riparare al danno, senza volerlo ammettere, con le conciliazioni si è rivelato “una pezza peggiore del buco” e ha scatenato le migliaia di ricorsi da parte dei docenti che si sono ritenuti danneggiati (basta vedere le news sul sito del MIUR per capire l’entità del disastro compiuto dal sistema centrale del ministero).
 
A questo si è sommato il pervicace rifiuto del MIUR di risolvere con un atto politico la vicenda dei diplomati magistrali prima del 2001 e quella dei diplomati TFA e PAS che chiedono l’inserimento in GAE, scaricando sulla magistratura l’onere di una decisione che doveva essere politica. Infatti un numero impressionante di aspiranti docenti si è rivolto alla magistratura che ha sostituito la politica con le sentenze. La eterogeneità delle sentenze e la tempistica hanno creato una grande confusione, soprattutto negli uffici periferici che non hanno avuto alcuna indicazione dal ministero, nella stesura delle graduatorie dalle quali immettere in ruolo.
 
Infine la rocambolesca vicenda del concorso 2016, sul quale l'Amministrazione si è giocata la credibilità dichiarando che gli UUSSRR avrebbero pubblicato tutte le graduatorie entro il 15 settembre (termine spostato con una legge ad hoc, la 89/2016), quando in realtà meno del 40% sono riusciti a rispettare il termine.
 
Il risultato è che nelle scuole di tutta Italia le lezioni sono iniziate senza che fossero stati fatti utilizzi e assegnazioni provvisorie, senza le nomine dei supplenti e di conseguenza cattedre senza docenti, studenti senza l’orario pieno e con mattinate intere senza lezioni, supplenti fino all’avente diritto che cambieranno scuola al momento delle nomine.
 
Abbiamo raccolto un corposo dossier dalle segnalazioni dei nostri delegati e della stampa, tra quelli più eclatanti abbiamo: Latina con il 90% delle scuole che denunciano cattedre senza docenti; in Toscana sono previsti circa 7.000 supplenti; a Brescia mancano 400 insegnanti nella scuola primaria, 400 alle medie e 180 alle superiori; a Salerno mancano 424 insegnanti; a Padova ci sono 100 cattedre scoperte; a Belluno metà delle scuole superiori funziona a orario ridotto.
 
Insomma in 28 anni di insegnamento questo è il peggior inizio di anno scolastico che abbia mai visto, le novità della legge 107/2015 ci hanno dato un primo annus horribilis per la scuola e purtroppo il secondo non inizia sotto i migliori auspici. Come la Gilda degli Insegnanti ha chiesto, è necessario rivedere le norme della legge 107/2015 prima che sia troppo tardi e che la qualità della nostra scuola pubblica statale sia persa per sempre.
 

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